Atabulo

Atabulo viene fondata nel gennaio 2009 da Carolina Popolani, regista e produttrice italo siriana, che dopo anni di esperienza in una televisione araba, inizia a lavorare come regista e produttrice indipendente di documentari.

Fin dall’inizio si occupa di produzione e distribuzione di film, documentari, filmati istituzionali, avvalendosi della collaborazione di professionisti che lavorano nel campo dell’audiovisivo, del giornalismo e della cooperazione. Fra le tematiche che più l’appassionano ci sono quelle legate al sociale, all’ambiente e alle questioni di genere.
Le produzioni cercano di riflettere l’idea editoriale dalla quale è nata Atabulo: raccontare la sponda sud del Mediterraneo per svelarne particolarità e sfaccettature, sfidando lo stereotipo di un mondo percepito come monolitico. Spesso sono le singole storie di uomini e donne a cambiare il corso della storia di milioni di persone. Raccontarle è quindi anche un modo di partecipare a questo cambiamento. In particolare l’attenzione di Atabulo si concentra sulle questioni di genere con un occhio di riguardo verso le donne dei paesi arabi affinché da un lato si mettano in risalto le problematiche legate alla condizione femminile, dall’altro si aiuti a far conoscere meglio una realtà su cui si sono costruiti molti luoghi comuni. Ad esempio problemi come la violenza di genere o l’uso improprio del corpo della donna sono questioni di importanza globale e non sempre riconducibili ad una cultura o una religione.

Il reportage “Cairo Downtown“ girato nel 2009 e trasmesso da Rai News e Al Hiwar Tv nel 2010, partendo dalla testimonianza di una giovane attivista egiziana, racconta le vite dei blogger egiziani mostrando il clima sociale esistente in Egitto alla vigilia della rivoluzione. Per aver in qualche modo previsto gli avvenimenti del gennaio 2011 è stato scelto come evento all’inaugurazione del Festival del Documentario di Al Jazeera, dove è anche arrivato finalista.

Il documentario “Sorelle di Zaynab“ del 2011 (La7), sulle attiviste islamiche in Egitto, mostra la delicata relazione tra l’islam politico e le donne, in un momento in cui sulla questione femminile si gioca la credibilità delle nuove democrazie. Questo documentario ha segnato anche l’inizio di una collaborazione con il Doha Film Insitute, una fondazione per il sostegno a progetti di registi o produttori provenienti dai paesi arabi. Il documentario ha vinto il premio giornalistico “Gino Votano” 2011 come miglior documentario del Mediterraneo.

Nel 2011 Atabulo inizia a collaborare con Bernadette Carranza, produttrice cinematografica e televisiva premiata in Italia e all’estero e di sperimentata esperienza in progetti internazionali di particolare interesse multiculturale rivolti all’area mediterranea. Risultato di questa collaborazione la produzione della docufiction di Francesca Archibugi “Giulia ha picchiato Filippo”con Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca. Il film, andato in onda su Raiuno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è il risultato della collaborazione con la regista e alcune onlus che si occupano di aiutare le donne vittime di violenza domestica.

Nel corso degli anni Atabulo ha intrapreso diverse collaborazioni televisive (Rai, La7, Current TV, Al Jazeera Children Channel) e istituzionali (Comunità Europea, Lega dei Paesi Arabi, agenzie delle Nazioni Unite, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ecc.). Queste ultime hanno portato alla produzione di alcuni documentari istituzionali su tematiche legate all’ambiente, in particolare sulle problematiche dell’acqua nel paesi arabi.

 

Il team Atabulo

CAROLINA POPOLANI
CAROLINA POPOLANIRegista, produttrice, montatrice
Dopo un’esperienza a Milano come montatrice nel cinema e in Rai, si è trasferita a Roma dove ha lavorato per 13 anni come senior editor e producer per la TV satellitare araba Orbit.
Una buona conoscenza del mondo arabo e le origini siriane la portano da sempre a lavorare con i paesi arabi. Nel 2009 inizia con Atabulo la produzione di documentari e reportage ambientati nei paesi del sud del Mediterraneo concentrandosi su temi quali la violazione di diritti umani, l’ambiente, l’integrazione e le questioni di genere.
BERNADETTE CARRANZA
BERNADETTE CARRANZAProduttrice cinematografica e televisiva
In collaborazione con RAI, ha prodotto documentari, réportages e cortometraggi che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.
Ha prodotto più di 20 cortometraggi tra cui Senza Parole di Antonello De Leo per il quale ha ottenuto la Nomination all’Oscar 1996 per il miglior cortometraggio, il Nastro d’Argento per il miglior produttore, il David di Donatello e il Golden Globe per il miglior cortometraggio.
Nel 2003 produce Emma sono Io film lungometraggio di esordio del regista Francesco Falaschi, in collaborazione con Rai Cinema e Ministero dei Beni Culturali, distribuito da Istituto Luce, candidato al David di Donatello 2003 nella categoria “esordienti”.
Nel 2004 coproduce con France Pyramide e UK Film Council il film lungometraggio Lila dice, del regista libanese Ziad Doueiri presentato, tra gli altri, in selezione ufficiale al Toronto Film Festival 2004, al London Film Festival 2004 e al Sundance Film Festival 2004.
Ideatrice e curatrice di progetti culturali con particolare attenzione all’area Mediterranea, in collaborazione con Commissione Europea, Parlamento Europeo, Ministero degli Affari Esteri, Ministero delle Politiche Agricole, Ministero della Gioventù, Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio.